venerdì 27 marzo 2009

91% o 93%. Ma sarà vero?

Dare un voto a una banca non è per nulla facile. Lo si può dare a un prodotto, forse, a un servizio e poi? Come è possibile definire se una banca è la prima o la seconda nel suo settore se non in base a dati inconfutabili come quelli risultanti dai bilanci? Of-Osservatorio finanziario prova a farlo, e ci riesce, dal 2001, ma attenzione: la "migliore banca online", IWBank nel 2008, nasce da un confronto quantitativo sugli elementi di base, elementi informativi, dispositivi e della sicurezza oltre che sulla convenienza dei conti correnti fai-da-te.
Ci sono banche, però, che provano strade diverse, partendo da analisi di altro tipo. Uno strumento utilizzato oggi già da due banche, il che significa che forse è una buona idea in termini di marketing, o meglio di "Net Semiology" (poi vi spiego cos'è), è quello di dare la parola ai clienti. 91% di quelli Fineco Bank si sono detti "soddisfatti" della loro banca, mentre la quota di quelli Credem è addirittura del 93%. Fineco ha fatto uso di quest' informazione per la campagna affissioni, web e radio che è partita un anno fa e dura ancora oggi (nell'immagine qui sotto il tabellone in Corso Buenos Aires a Milano).










Credem la usa, invece, dal suo sito e dai manifesti affissi nelle filiali, per riportare i clienti a parlare con il direttore o il funzionare di banca (vedi immagine qui sopra).
Queste idee centrano il bersaglio? Qualcuno si è chiesto dai diversi gruppi e anche a questo blog se quel rimanente 9 e 7 per cento di clienti "non soddisfatti" non sia da ritenere almeno preoccupante. Certo è che il confronto con la casseola milanese e con l'aperitivo sono sicuramente belle idee pubblicitarie (onore ai giovani della WLF, agenzia pubblictaria con un suo blog http://wlfpubblicita.blogspot.com/), e anche il peperoncino che campeggia sulla home page di Credem è sicuramente attrattivo. E allora cosa conta davvero?

Quello che conta è il passaparola e il dibattito in Rete. La "provocazione" Fineco rimanda a una campagna buzz, Fineco Connect, ancora onair per pochi giorni al sito http://www.fineco.it/connect/, che premia chi porta un amico ad aprire un conto corrente. Quindi ben vengano anche le perplessità e i post scettici: quel che conta è che se ne parli e che si crei interesse. Tra l'altro questa campagna non può prescindere dai web-evangelizzatori che per un anno si sono scatenati con blog, siti e quant'altro cercando amici in rete per promuovere questa forma di viral-marketing, nemmeno più tanto di nuovo tipo. L'hanno usata Ing Direct già nel 2003 in USA e Zurich dal 2007.

Mi farebbe piacere se, a fine campagna, Fineco facesse sapere con bei tabelloni quanti nuovi conti sono stati aperti e soprattutto se il tasso di clienti soddisfatti è cresciuto, almeno di un pochino.



S'intende per "Net Semiology" la disciplina che studia i codici comunicativi più adatti a Internet. Per farlo, attinge non solo dalle teorie di illustri semiologi, ma riflette anche sulle indicazioni di altre discipline, come il Web Design e la cosiddetta Usability. Obiettivo della materia è quello di indicare i segni di comunicazione più idonei, dal punto di vista testuale, di navigabilità, grafico, sonoro, di animazione e sistemico per realizzare un sito web ben organizzato, di agevole navigabilità, dai contenuti chiari e comprensibili e soprattutto si propone di evitare che il messaggio che l'Emittente vuole veicolare venga frainteso dal Navigante.