giovedì 10 settembre 2009

Lo studente senza contante


Vorrei averla anch'io la Carta di Ateneo, che è stata presentata proprio oggi a Milano da Banca Popolare di Sondrio, Politecnico di Milano e Università degli studi di Milano – Bicocca. Anche se purtroppo da un anno non sono più una studentessa.

La carta è una prepagata con un plafond abbondante, fino a 5.000 euro, è ricaricabile ovunque ed in qualsiasi momento da internet, sisal, ATM e filiale, e permette di fare acquisti online e di prelevare contanti anche all’estero (con una maggiorazione pari a 1,80 euro) con la garanzia del marchio Visa. Sostituisce anche il classico badge di riconoscimento. Tutte le informazioni personali, infatti, sono caricate nella banda magnetica, mentre sulla tessera è anche impressa la fotografia del titolare. Fin qui niente di nuovo. Perché allora mi piace? La nuova Carta di Ateneo è soprattutto un borsellino elettronico, sul modello delle prepagate che stanno spopolando nel resto d’Europa. Dotata della tecnologia Contactless Visa Paywave, infatti, la prepagata permette di effettuare micro pagamenti di importi anche inferiori a 15 euro, semplicemente avvicinando la carta al Pos di ultima generazione a sfioramento. Basta un solo clic. Niente pin, niente firma. E la carta resta sempre nelle mani del suo legittimo proprietario (cosa che riduce di molto il rischio di eventuali furti di identità virtuale). Tutti i negozi interni all’ateneo (per ora Politecnico e Bicocca), inoltre, sono stati attrezzati con gli appositi lettori a sfioramento, compresi bar, mense, fotocopisterie, librerie e biblioteche. Così che agli studenti non servirà più frugare nelle tasche della giacca a caccia di monetine per pagare il caffè, o le fotocopie degli appunti.

Purtroppo la carta ancora non è in circolazione (verrà consegnata alle matricole all’inizio del nuovo anno accademico, ed entro dicembre a tutta la popolazione studentesca), ma è già una finestra sul futuro. Il prossimo passo? L’accredito diretto delle borse di studio o dei buoni pasto direttamente sulla carta. Poi un’integrazione dei pagamenti senza contatto con tutti i servizi esterni al mondo accademico ma comunque inerenti con l’ambiente universitario. Come il pagamento contactless degli abbonamenti dei mezzi pubblici.

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