martedì 31 marzo 2009

Pagare con un SMS piace sempre di più (e costa poco)

Nel mondo è una cifra da capogiro: sarebbero oltre venti milioni le persone che usano il cellulare, anche quello meno tecnologico, per i servizi bancari online e c'è chi azzarda una previsione ancora più incredibile. Un miliardo di banca-nauti sul cellulare entro il 2014 con ricavi vicini ai 700 milioni di dollari per le compoagnie telefoniche e le banche.

Controllare il saldo e i movimenti del conto online, effettuare ricariche del cellulare e della carta prepagata con un SMS, effttuare bonifici, ma pagare anche bollette e bollettini postali, sembra ormai essere diventata una commodity dell'e-banking: sono ormai numerose le banche italiane che offrono servizi m-banking completi, raggiungibili da qualsiasi cellulare di seconda o terza generazione. Ovviamente c'è una bella differenza tra chi offre piattaforme all'avanguardia come quelle proposte dalle banche online "pure" (leggi qui) e i servizi m-site, siti mobili semplici e gratuiti accessibile anche da cellulari non proprio tecnologici. Ma si tratta pur sempre di ottimi servizi alla portata di tutti, anche fasce di persone più mature over60: ormai chiunque oggi ha un cellulare.


Da poco, anche la Banca Popolare di Sondrio ha aperto il servizio SCRIGNOmobile (SCRIGNO è il brand dell'e-banking), un servizio semplice e gratuito, un m-site (mobile site) che è facilmente navigabile anche da un telefonino non necessariamente supertecnologico: si tratta, infatti, di un sito internet più snello, dai tempi di carica più veloci, ma anche dalla grafica e dal layout completamente ridisegnati e pensati appositamente per gli schermi dei telefonini tradizionali. Il servizio può essere utilizzato tramite browser (in modalità m-site) e tramite sms. Basta avere un conto SCRIGNO Internet Banking e con gli stessi codici si accede anche dal cellulare. Non si possono però ancora effettuare bonifici o pagamenti di bollette. Ciò che invece è possibile da tempo presso le banche del Gruppo Creval: il servizio si chiama Banc@perta mobile e oltre ai servizi informativi, come il saldo e i movimenti, le ricariche via sms di cellulare e prepagata, offre anche la possibilità di fare bonifici. Ha una demo ben fatta e servizi informativi completi e veloci anche per l'area titoli.


Tra tutti i servizi mobile, però, quello più completo è quello di Poste Mobile, che è un vero e proprio nuovo gestore telefonico con SIM specifica, e quindi con maggiori garanzie di sicurezza, ma soprattutto con la possibilità di pagare i bollettini postali da cellulare, oltre agli servizi standard (ricariche e informazioni saldo e movimenti).

La nuova frontiera della banca mobile sarà quasi sicuramente la fruizione da cellulare di servizi di pagamento verso la Pubblica amministrazione, in particolare i servizi di Reti Amiche, quei servizi che sono oggi disponibili presso i 14 mila uffici postali e i migliaia di tabaccai sparsi per la Penisola, come i pagamenti INPS, la riscossione della tassa automobilistica, del canone RAI oltre alle multe alle bollette e ai tributi locali.

Reti Amiche sarà, infatti, una vera rivoluzione nell'e-banking e renderà sempre più interessante quei servizi semplici e rapidi da cellulare.

venerdì 27 marzo 2009

91% o 93%. Ma sarà vero?

Dare un voto a una banca non è per nulla facile. Lo si può dare a un prodotto, forse, a un servizio e poi? Come è possibile definire se una banca è la prima o la seconda nel suo settore se non in base a dati inconfutabili come quelli risultanti dai bilanci? Of-Osservatorio finanziario prova a farlo, e ci riesce, dal 2001, ma attenzione: la "migliore banca online", IWBank nel 2008, nasce da un confronto quantitativo sugli elementi di base, elementi informativi, dispositivi e della sicurezza oltre che sulla convenienza dei conti correnti fai-da-te.
Ci sono banche, però, che provano strade diverse, partendo da analisi di altro tipo. Uno strumento utilizzato oggi già da due banche, il che significa che forse è una buona idea in termini di marketing, o meglio di "Net Semiology" (poi vi spiego cos'è), è quello di dare la parola ai clienti. 91% di quelli Fineco Bank si sono detti "soddisfatti" della loro banca, mentre la quota di quelli Credem è addirittura del 93%. Fineco ha fatto uso di quest' informazione per la campagna affissioni, web e radio che è partita un anno fa e dura ancora oggi (nell'immagine qui sotto il tabellone in Corso Buenos Aires a Milano).










Credem la usa, invece, dal suo sito e dai manifesti affissi nelle filiali, per riportare i clienti a parlare con il direttore o il funzionare di banca (vedi immagine qui sopra).
Queste idee centrano il bersaglio? Qualcuno si è chiesto dai diversi gruppi e anche a questo blog se quel rimanente 9 e 7 per cento di clienti "non soddisfatti" non sia da ritenere almeno preoccupante. Certo è che il confronto con la casseola milanese e con l'aperitivo sono sicuramente belle idee pubblicitarie (onore ai giovani della WLF, agenzia pubblictaria con un suo blog http://wlfpubblicita.blogspot.com/), e anche il peperoncino che campeggia sulla home page di Credem è sicuramente attrattivo. E allora cosa conta davvero?

Quello che conta è il passaparola e il dibattito in Rete. La "provocazione" Fineco rimanda a una campagna buzz, Fineco Connect, ancora onair per pochi giorni al sito http://www.fineco.it/connect/, che premia chi porta un amico ad aprire un conto corrente. Quindi ben vengano anche le perplessità e i post scettici: quel che conta è che se ne parli e che si crei interesse. Tra l'altro questa campagna non può prescindere dai web-evangelizzatori che per un anno si sono scatenati con blog, siti e quant'altro cercando amici in rete per promuovere questa forma di viral-marketing, nemmeno più tanto di nuovo tipo. L'hanno usata Ing Direct già nel 2003 in USA e Zurich dal 2007.

Mi farebbe piacere se, a fine campagna, Fineco facesse sapere con bei tabelloni quanti nuovi conti sono stati aperti e soprattutto se il tasso di clienti soddisfatti è cresciuto, almeno di un pochino.



S'intende per "Net Semiology" la disciplina che studia i codici comunicativi più adatti a Internet. Per farlo, attinge non solo dalle teorie di illustri semiologi, ma riflette anche sulle indicazioni di altre discipline, come il Web Design e la cosiddetta Usability. Obiettivo della materia è quello di indicare i segni di comunicazione più idonei, dal punto di vista testuale, di navigabilità, grafico, sonoro, di animazione e sistemico per realizzare un sito web ben organizzato, di agevole navigabilità, dai contenuti chiari e comprensibili e soprattutto si propone di evitare che il messaggio che l'Emittente vuole veicolare venga frainteso dal Navigante.

martedì 24 marzo 2009

I primi dieci anni delle nuove banche


1999-2009, 10 anni. Una data importante per numerose realtà bancarie e non solo online. C'è We@bank, che la festeggia con un concorso (Webank You King - leggi qui), c'è IWBank, che lo vive in una delicata fase di passaggio - dopo la decisione dello scioglimento dei patti parasociali con UBI Banca che ha deciso di integrarla con TWICE SIM - e c'è Banca Etica, che festeggia l'evento sabato 28 marzo con un convegno a Milano e il prossimo 1 aprile con una lezione presso l'Università La Sapienza, a Roma. Bella la pre-page che annuncia il compleanno della Banca che "finanzia chi vuole costruire un mondo migliore", interessante l'editoriale di Sabina Siniscalchi della Fondazione Culturale Responsabilità Etica, che ricorda l'appuntamento G20 del prossimo 2 aprile a Londra, quando dovranno essere prese numerose decisioni vitali per ridare rilancio all'economia mondiale.

Apprendo così che "Banca Etica, attraverso la sua Fondazione Culturale, ha preso parte alla consultazione della società civile, focalizzando il proprio contributo sulla regolamentazione della finanza. Secondo quanto afferma la Commissione, il confronto su questo aspetto ha lo scopo di “capire come riportare la finanza alla sua funzione originaria per sostenere l’economia reale e gestire in rischi in modo più equo; come modificare i sistemi e le strutture di regolazione verso meno speculazione e maggiore stabilità, come sostenere con la finanza gli obiettivi dell’occupazione dignitosa e dell’economia verde”.
 Ottimo.


Peccato che il sito non presti ancora una particolare attenzione alla usabilità: scritto in corpo minuscolo, con menu coloratissimi, ad effetto arlecchino, oltre alle e-mail in chiaro, facili prede di spam o peggio sono ingenuità che una banca non dovrebbe permettersi. Per fortuna la trasparenza è salva, con fogli informativi aggiornati e completi. Servizio Home Banking a cura di INBank, sotto osservazione.

giovedì 12 marzo 2009

Quando si fa buon uso della "banca delle idee"

Era una bella idea del vecchio e buon home banking di Banca Intesa che moltissimi rimpiangono: la possibilità, cioè, di dare un nome al conto corrente. Invece che un numero di solito lunghissimo e ricco di zeri, ecco il "conto Francesco" e il "conto mamma", una personalizzazione che rende la gestione online più semplice e anche più simpatica. Dato che Intesa Sanpaolo oggi ha un home banking che non permette più questo e nemmeno, purtroppo, tante altre utili cose avendo optato per il servizio ex SanPaolo, il più scarno e anche il più "informatico", io direi anche il più "triste" dei due, ecco che a pensare alla personalizzazione dell'home banking c'è oggi Banca Sella.

I responsabili di Sella.it e websella.it, che hanno un identico home banking, hanno appena presentato le novità per bocca del loro amministratore delegato Pietro Sella. Una di queste l'abbiamo data anche noi in anteprima ed è la chat per chiedere rapidamente aiuto o consigli o informazioni. Ma adesso c'è anche il "cruscotto", in pratica un menu personalizzabile dove è possibile rinominare non solo i conti correnti gestiti, ma anche le carte di credito, debito e prepagate. In questo modo il percorso di ricerca è molto veloce e semplice. Su richiesta della community del gruppo, dove è anche possibile dare suggerimenti o fare commenti sui prodotti, è stata rifatta la grafica, troppo scarna e "informatica" distinguendo in modo chiaro le aree destinate all’operatività, all’assistenza e alle informazioni sul proprio profilo, mentre alle funzioni dispositive e informative di può accedere rapidamente dal menu posto sulla sinistra del proprio schermo. A breve una promessa: un assistente virtuale ventiquattro ore su ventiquattro. Ecco un bell'esempio di Home Banking 2.0.

NB. Quando scrivo "informatico" in questo contesto intendo un approccio di comunicazione visiva di vecchio tipo, come sono soliti fare gli informatici che oggi è non solo vecchio, ma anche controproducente.