venerdì 27 febbraio 2009

Ufg Banca. Come cambia una banca sul web

La Unipol Banca nel passato è stata un po' zoppicante sul fronte Internet: ha scontato numerosi problemi tecnici, malfunzionamenti, trascuratezza. Per poi buttarsi negli ultimi due anni a capofitto nel web con prodotti dai nomi "community oriented" tipo: Conto C6? (con tanto di punto di domanda!), Evvai, 2diCuore e roba simile. Entusiamo da neofiti, oserei dire. Ma ben venga ugualmente. Segno che il web piace anche a chi non ci aveva mai creduto.

Ufg Banca, nuovo nome della banca che fa capo al Gruppo di Bologna, fa un passo avanti: è un sito più curato, più pensato, non usa più i fastidiosi e pericolosi frame del precedente e anche l'home banking è immediatamente percepibile come un servizio importante con accesso dalla home page e con un bottone ben visibile sul menu principale in alto a destra. Non importa se poi si cambia casacca e l'home banking si chiama in un altro modo ovvero https://www.csebanking.it. Il cliente non se ne accorge a meno che non sbagli percorso. La sicurezza è migliorata, anche se non al top (ad esempio non si scollega dopo 3 o 5 inserimenti errati della password, manca il controllo). Il servizio è in fase di analisi approfondita.

Al di là dei nomi e della grafica, com'è cambiata la banca del gruppo di Bologna che oggi ha cambiato nome in Unipol Gruppo Finanziario "per ampliare e meglio qualificare l'offerta di servizi e consulenza proposta ai nostri clienti dalle reti distributive di Aurora e Unipol" Come ha commentato Carlo Salvatori, amministratore delegato di Ugf? Molto poco: al posto di fogli informativi per la trasparenza mette i PDF di depliant e brochurette promozionali esattamente le stesse che si trovano in filiale e alla filiale è indispensabile andare per sapere qualsiasi cosa. I fogli informativi in effetti ci sono, ma per trovarli si fa una grande fatica: si clicca sulla parola "trasparenza" in corpo 8 in basso sulla pagina e si entra in un motore di ricerca molto scarno, che rimanda a documenti in PDF anche qui in corpo piccolissimo (ridotti al 33%). Per fortuna, come sempre, il call center è gentile ed efficiente, anche se l'operatrice ripete almeno 4 volte in pochi minuti: per favore, vada in filiale.


(www.ugfbanca.it) è in fase di analisi da parte del team di Of.

giovedì 5 febbraio 2009

Il conto in uno squillo

Il cellulare e la banca. Non solo quella online, ma anche e soprattutto quella online. Tralasciando per il momento iPhone - lo hanno "adottato" tutte le principali banche dirette a partire da Sella.it fino a CheBanca! - vorrei parlarvi oggi di un'altra tecnologia: quella che consente di rendere sicura una transazione - pagamento, bonifico, ricarica - con un trillo. Si chiama Securecall, la tecnologia, è di Telecom Italia e la prima - e unica - banca ad averla adottata è per adesso Cariparma del Gruppo francese Crédit Agricole. E poi vorrei parlarvi anche di SimplySMS-Balance che è un software che mette in comunicazione diretta un computer con cellulare di qualsiasi tipo: basta anche qui un trillo e si riceve via Sms il saldo del conto corrente. Vediamo come.

Il cliente Cariparma effettua un bonifico collegandosi al suo servizio home banking via web: invece di inserire una serie di numeri casuali pescati da una card consegnata dalla banca al momento della stipula del contratto oppure una password numerica creata da un aggeggino che si chiama token in termine tecnico o con nomi di fantasia ideati dal marketing della banca, tipo UniCredit Pass oppure @pritisella.it - necessaria dal prossimo 28 febbraio per tutti i clienti anche del conto websella.it - o ancora GeCo, cioè generatore di codici di altre banche tra cui Popolare di Vicenza, Popolare Pugliese e Banca delle Marche, basta chiamare un numero verde che compare a schermo e si riceve via sms un codice dispositivo, cioè una password usa-e-getta.

Il Cliente invece di ben 20 Banche di Credito Cooperativo che usano la piattaforma di home banking che si chiama SimplyBank (anche OF ne analizza una vedi il HomeBanking@Confronto) che desidera conoscere il saldo del suo conto mentre è in viaggio usando il suo cellualre, non deve far altro che chiamare un numero e mettere giù, basta un trillo. Il sistema rileva la chiamata che parte da un numero autorizzato collegato a un numero di conto o a più conti e invia un messaggino con i dati richiesti.

A noi di Of queste novità piacciono molto e saranno oggetto di esame per dare un nuovo punteggio a servizi che privilegiano la mobilità effettiva di un servizio e-banking.

martedì 3 febbraio 2009

Banca 2.0

Adriana Piazza è una manager brillante e d'esperienza. Da otto anni cura il marketing e l'acquisizione nuovi clienti di We@bank. Lavorava sempre ed alacremente dietro le quinte, l'ho conosciuta bene durante il primo corso online sull'accessibilità dei siti bancari con la webcommunity Aiutoooo.com, ma da qualche tempo la si può ascoltare online sul sito webank.it, un file mp3 scaricabile dove spiega i vantaggi del conto@me, il conto a zero spese che offre oggi ai nuovi clienti fino al 30 giugno il 5% lordo di remunerazione sulla giacenza. Un bell'esempio di banca 2.0 questo piccolo exploit di Adriana, dove l'esperto è in carne ed ossa, non virtuale nè digitale.

D'altra parte questa che è ormai una banca online autonoma dal gruppo BPM - è proprio di oggi la notizia dell'acquisizione di Intesa Trade, l’area di eBanking di Intesa 35 mila clienti per 1,2 milioni di masse amministrate - punta sul Web 2.0 per allargare la base clienti e soprattutto per invogliarli e fare di più, più bonifici, più investimenti, più tutto, compreso prestiti e mutui che si possono chiedere dentro l'home banking (leggi). Anche per evitare che il conto corrente diventi solo un conto di deposito, visto la remunerazione interessante, con il denaro fermo per sempre (le banche guadagnano sulle transazioni).

We@bank è così diventata community a tutti gli effetti, "con personale interno", mi è stato precisato con orgoglio: Webank 2.0 apre verso Talkwebank , la community per ricevere risposte alle domande sul conto, sui prodotti della banca, sulla sicurezza e così via; e verso InSoldoni che è il Blog, per discutere un po' di tutto ciò che è il vastissimo mondo del denaro in rete: sicurezza, tassi, trading, immobilaire, carte di pagamento, credito al consumo e risparmio. Ma la banca online nata dieci anni fa può vantare anche una WebTV - WebankTV- e una WebRadio con podcast. Che altro? Una WISH LIST, dove prendere nota dei prodotti che interessano di più aggiungendo consigli e suggerimenti e ottenendo in cambio preventivi su misura.

In effetti Webank.it, pur non raggiungendo la vetta nella classifica di migliore banca online di OF-Osservatorio finanziario, a fine 08 (vedi qui), mantiene da anni la prima posizione come "Banca più completa", cioé la banca online con il maggior numero di attività dispositive. Con una cura del dettaglio, che io considero tutta femminile.

Webank ha fatto anche passi avanti nella sicurezza introducendo la password usa e getta via sms ma solo per alcuni passaggi come il cambio password e informazioni personali. Fino ad oggi non ha pensato ancora a un token e nemmeno alla smart card come invece hanno già fatto Raffeisen Italia e BancoPosta o come sta facendo IWBank con la nuova Visa-card con tastierina alfanumerica e visore a otto cifre. Unico neo ancora irrisolto è quello dei blocchi del servizio: a volte non funziona, altre volte la pagina si blocca inspiegabilmente e costringe a chiudere il browser. Consiglio a chi capita di rientrare successivamente nel conto online e di chiudere la sessione, per motivi di sicurezza.

lunedì 2 febbraio 2009

Passa-parola virtuoso

Continua fino a fine febbraio la promozione Fineco Connect basata sul passa-parola. In pratica è necessario essere correntisti e portare almeno un amico o un'amica ad aprire un conto corrente con quella che è la banca diretta numero 1 (secondo i clienti) e che per OF è comunque tra le prime 20 banche sul web (oggi è in 11esima posizione, ma ci sono novità come la webchat in home page funzionale che aumenteranno il rank nella prossima rilevazione di fine febbraio).

Oppure se si è nuovi clienti, si ottiene un conto corrente a zero spese (da notare però che le banche online sono tutte oggi a zero spese, anche BancoPosta Click di Poste Italiane). E poi ci sono premi del valore stimato di 80 euro circa. Ma il passa-parola funziona davvero?

Il web-marketing utilizza da sempre questo metodo: negli USA ING Direct deve in larga parte il suo successo proprio a questo sistema. In Italia, lo hanno usato un po' tutte le banche online a partire da Sella.it fino a We@bank. I punti omaggio per poi ottenere premi è un punto di forza di molte altre banche comprsa Banca Mediolanum, che oggi preferisce premiare i clienti che lasciano più denaro sul conto o investito con tassi di remunerazione più vantaggiosi. E qui sta il problema per FinecoBank: la remunerazione del suo conto corrente è bassa: 1,75% lordo oltre i 2000 euro. Vuol dire che se si depositano 50 mila euro si ottengono, al netto, 640 euro l'anno. Poco, pochissimo. D'altra parte non è facile ottenere di più in tempi di tassi in calo (leggi).

Inoltre il conto di Fineco costa al mese quasi 6 euro (5,95 euro) e sono un po' troppi. E' vero che se si accredita lo stipendio, se si spendono con carta di credito o bancomat da 300 euro in su, se si tengono in media sul conto almeno 10000 euro, se si ha ancora il coraggio di investire qualcosa in fondi (almeno 4000 euro) e se, infine, s' investe ogni mese in borsa almeno altri 400 euro il conto diventa gratuito: un po' troppi se.

Ecco allora che la promozione può davvero funzionare soprattutto, perché il conto Fineco ha il vantaggio del consulente, di una piattaforma consolidata e facile da usare, un prestito (Extra Cash) a un tasso annuale abbastanza contenuto (9,95%) e veloce da ottenere (attenzione, solo se si si è correntisti e con accredito stipendio da almeno tre anni), i mutui del Gruppo UniCredit, carta di credito, anche revolving, e bancomat insieme gratuita con possibilità di versare cash al bancomat, e soprattutto un servizio mobile-banking consolidato e facile da usare, con l'aggiunta di ottenere, anche qui, punti (30) per ogni eseguito fatto al cellulare.

In altre parole, Fineco sta utilizzando al meglio il web per raggiungere una quota di clienti più elevata che la faccia diventare anche un numero uno per numero di conti. Ma la battaglia è davvero durissima oggi (leggi) e lo sarà ancora per tutto il mese di febbraio. Senza dimenticare che Fineco si trova a combattere anche in casa contro Unicredit Banca che ha lanciato una campagna, anch'essa, come numero uno nell'online banking.