martedì 20 ottobre 2009

L'Arbitro c'è. Adesso tra banca e cliente è bene giocare la partita senza falli e rigori

Sono ancora pochissimi i siti delle banche monitorate da Of, (vedi qui), che segnalano la novità: nell'immagine il sito di FriulAdria (Gruppo Crédit Agricole), ma ci sono anche i siti di Intesa Sanpaolo, tra i primi, e alcune Banche Popolari e BCC come ad esempio la Popolare di Cortona. Parlo dell'Arbitro Bancario Finanziario che dal 15 ottobre sostituisce Obdusman nelle diatribe che riguardano conti, mutui e prestiti. Il risaprmio gestito e i titoli sono ancora appannaggio di Obdusman.

Le novità sono molte (Leggi qui) ma in sitesi la filosofia è questa: banca cerca di non sbagliare e soprattutto di gestire il cliente che potesta nel modo migliore possibile senza arrivare all'Arbitro. Perché farlo significa perdere tempo e anche denaro. Se il cliente deve sborsare 20 euro per ogni modulo inviato all'ABF, la banca deve pagarne ben 200. Non solo: se l'Arbitro deciderà contro di essa, potrà anche vedersi iscritta in una blacklist pubblicata sul sito www.arbitrobancariofinanziario.it e in almeno due giornali, a sue spese. E' quindi bene giocare in modo corretto. L'Arbitro deve lavorare il meno possibile.

lunedì 19 ottobre 2009

Poste Italiane senza pace

Poste Italiane con BancoPosta è di fatto la più grande banca italiana con milioni di clienti che usano sempre di più l'online come strumento di pagamento. Ed ecco che i pirati informatici da sempre sono a caccia di clienti BancoPosta "boccaloni", che cadono nelle trappole del phishing, cioé quella truffa che viaggia quasi esclusivamente via email. Tanto che Poste è tra le "banche online" con il servizio anti-frode più attento a questo fenomeno e con un portale (Vedi qui) dedicato proprio alla lotta al phishing che invito a leggere con attenzione.


Il 10 ottobre scorso, la home page di Poste Italiane è scomparsa, lasciando il posto a una pagina nera con la scritta "hacked". la home page è stata, come si dice in gergo, "defacciata", dal participio passato del verbo inglese "deface" che significa letteralmente "cambiare faccia". Il defacement è un attacco pirata che cambia faccia a una pagina web. Il sito anti-phishing italiano si chiede, ancora nella sua home page, il perché di questo attacco, che non è stato fatto contro il servizio BancoPosta che è inattaccabile, ma solo verso la home page.

Noi abbiamo adesso la risposta.

Proprio ora mi è arrivata una email, con il mio indirizzo personale, che mi informa che "...per permettermi di effettuare operazioni online in assoluta sicurezza, BancoPosta ha creato per me uno strumento semplice e innovativo. Il Lettore BancoPosta, garantisce un livello di sicurezza molto elevato, perche', ad ogni operazione su BancoPosta online e BancoPosta Click fornisce una nuova serie numerica che e' impossibile duplicare. Il Lettore BancoPosta diventera' il nuovo strumento per operare online sul proprio conto e sostituira' a breve il sistema basato sul Codice Dispositivo composto da 10 caratteri alfanumerici. Stiamo provvedendo a distribuire il Lettore a tutti i clienti BancoPosta online e BancoPosta Click." La notizia è vera: se leggete questa news di Of qui, potete capire che Poste Italiane ha effettivamente in corso un programma di sicurezza che prevede proprio questo, la consegna di lettori di carta Postepay che geenrano password mono uso. Questo sistema metterà alle strette il crimine informatico che munge i clienti di Poste Italiane da anni. Ecco allora che i "defacciatori" avevano una strategia in mente, molto lucida.

La seconda parte della email lo chiarisce, ecco cosa invitano a fare i criminali: "Accedi ora per prenotare il lettore che ti sara' inviato gratuitamente all'indirizzo sottoscritto in fase di iscrizione, usando il pulsante sottostante.". Se premi il pulsante, che poi è solo un link, si apre una pagina falsa del sito delle Poste Italiane in tutto simile a quella vera, se dai il tuo id e la password attuale diventi complice dei frodatori e amen ai tuoi soldi.

Attenzione quindi e passate parola. NON rispondete mai questi inviti. Gettate via queste false email. Per accedere al vostro conto online fatelo partendo da www.poste.it e basta.

La pagina falsa è a questo indirizzo qui falso:
http://www.poste-lettoreit.200u.com/online/personale/

Sperando che presto venga oscurato e disattivato.

martedì 6 ottobre 2009

CONTO CORRENTE SVUOTATO. DI CHI E' LA COLPA?


La Polizia postale ha un gran da fare: fioccano le denunce di persone che si sono visti svuotare il conto corrente grazie a bonifici mai fatti a conti esteri o per acquisti a Blockbaster o per ricariche a cellulari di cui si perdono le tracce. Cosa sta accadendo? Il caso Cariprato-Popolare di Vicenza è emblematico: la banca aveva a disposizione il token, ma non lo aveva comunicato a tutti i clienti, soli ai nuovi. E sono stati i vecchi clienti che non vanno mai alla filiale e nemmeno leggono l'home page del sito tanto meno le newsletter a rimanerci sotto, con il conto svuotato. La banca non rimborsa, i clienti furibondi dicono di non avere mai risposto a mail false. Ma il phishing non c'entra in questo caso. Come si può leggere chiaramente dallo Speciale di of dedicato ai furti d'identità (Leggi qui), il problema informatico si chiama virus troiano e pharming: in pratica siti al di sopra di ogni sospetto inoculano un virus silenzioso senza che si possa bloccarlo nemmeno con un antivirus aggiornato o un firewall. E allora? Allora l'unica strada è avere una password mono-uso con o senza token. E soprattutto verificare che il proporio computer sia pulito. In soccorso, ci sono alcuni strumenti utili come questo di Infinita, la piattaforma online del Gruppo Monte dei Paschi di Siena.

Il servizio, che oggi ha già registrato, secondo un comunicato postato su facebook dalla stessa banca, circa ben 132.000 accessi nei primi sei mesi del 2009, oltre l'80% in più rispetto al 2008, si chiama "Sei OK" e verifica un bel po' di cose: se le porte del pc sono aperte a virus, worm, spie (un PC possiede circa 64000 porte, delle quali vengono esaminate quelle considerate più a rischio), se ci sono programmi spia nel computer, aggiornamenti di browser, sistema operativo e così via. Un semaforino si accende giallo o rosso a seconda della rischiosità riscontrata. Un terzo meccanismo prevede la verifica delle impostazioni di sicurezza di Windows e la versione di Internet Explorer. Ma non è finita qui: il servizio di Infinita, nel caso in cui il servizio Microsoft di controllo remoto sia attivo, verifica la presenza di minacce legate a questo servizio.

Prova qui

giovedì 10 settembre 2009

Lo studente senza contante


Vorrei averla anch'io la Carta di Ateneo, che è stata presentata proprio oggi a Milano da Banca Popolare di Sondrio, Politecnico di Milano e Università degli studi di Milano – Bicocca. Anche se purtroppo da un anno non sono più una studentessa.

La carta è una prepagata con un plafond abbondante, fino a 5.000 euro, è ricaricabile ovunque ed in qualsiasi momento da internet, sisal, ATM e filiale, e permette di fare acquisti online e di prelevare contanti anche all’estero (con una maggiorazione pari a 1,80 euro) con la garanzia del marchio Visa. Sostituisce anche il classico badge di riconoscimento. Tutte le informazioni personali, infatti, sono caricate nella banda magnetica, mentre sulla tessera è anche impressa la fotografia del titolare. Fin qui niente di nuovo. Perché allora mi piace? La nuova Carta di Ateneo è soprattutto un borsellino elettronico, sul modello delle prepagate che stanno spopolando nel resto d’Europa. Dotata della tecnologia Contactless Visa Paywave, infatti, la prepagata permette di effettuare micro pagamenti di importi anche inferiori a 15 euro, semplicemente avvicinando la carta al Pos di ultima generazione a sfioramento. Basta un solo clic. Niente pin, niente firma. E la carta resta sempre nelle mani del suo legittimo proprietario (cosa che riduce di molto il rischio di eventuali furti di identità virtuale). Tutti i negozi interni all’ateneo (per ora Politecnico e Bicocca), inoltre, sono stati attrezzati con gli appositi lettori a sfioramento, compresi bar, mense, fotocopisterie, librerie e biblioteche. Così che agli studenti non servirà più frugare nelle tasche della giacca a caccia di monetine per pagare il caffè, o le fotocopie degli appunti.

Purtroppo la carta ancora non è in circolazione (verrà consegnata alle matricole all’inizio del nuovo anno accademico, ed entro dicembre a tutta la popolazione studentesca), ma è già una finestra sul futuro. Il prossimo passo? L’accredito diretto delle borse di studio o dei buoni pasto direttamente sulla carta. Poi un’integrazione dei pagamenti senza contatto con tutti i servizi esterni al mondo accademico ma comunque inerenti con l’ambiente universitario. Come il pagamento contactless degli abbonamenti dei mezzi pubblici.

lunedì 31 agosto 2009

martedì 25 agosto 2009

Virgolette: dove la gente s'incontra per saperne di più su banche, conti, carte, mutui e prestiti


E' onair dall'inizio dell'estate in prova il nuovo Forum e community Virgolette.net a cura di OFNetwork. La redazione di "Le News di OF" riceve tante mail con domande varie e ha pensato di raccoglierle intorno a un unico sito per creare una nuova community che affianchi il lavoro che già è svolto da 10 anni con Aiutoooo.com per le domande e curiosità nell'ambito della tecnologia e del web. Passate parola.

giovedì 30 luglio 2009

La Facebook-mania contagia anche la banca più antica


Le fan page di Facebook sono facilissime da creare, anche se meno facili di pubblicizzare e riempire di fan. Sta tutto nella capacità di fare comunicazione. Le banche nel mondo sono presenti su Facebook dal 2008, ma non con grandi numeri. La banca HSBC, tra le prime nel mondo, conta meno di 2000 fan, ma attenzione: si tratta della filiale egiziana e il fan-club è solo per i clienti egiziani (anche se mi sono iscirtta anch'io). Di più ne ha l'Arab Bank group che supera i 2000 fan. Molto pochi i fan delle banche in USA (che come si sa non godono di buona fama), anche se Netbanker ne contava una cinquantina un anno fa. Da un anno su Facebook c'è la fan page di IW Bank, da sempre prima a sperimentare le novità del social networking, che di fan ne ha 241 (con me), mentre Banca Sella ne conta 331 (sempre con me, leggi qui), ma ha anche un fan club all'incontrario (Boicottiamo Banca Sella che di fan ne ha davvero pochi, 13). Il social networking, infatti, può diventare un boomerang. O una perdita di tempo: ne sa qualcosa anche Bill Gates che ha annunciato di aver chiuso la sua pagina proprio per non perdere tempo.

L’ultima banca in ordine di tempo a crearsi un angolino digitale sul sito di networking è Infinita di Banca MPS che ha da poco pubblicato il suo profilo istituzionale su una fanpage, visibile a tutti gli abitanti che popolano il mondo di Facebook (Leggi qui). In pratica basta diventare fan della Banca per ricevere ogni volta aggiornamenti sulle promozioni, iniziative e avvenimenti sponsorizzati dal Gruppo MPS.
Mentre sfogliando la pagina web dedicata si potrà consultare direttamente il catalogo prodotti della linea Infinita, senza bisogno di recarsi sul sito istituzionale (un po’ di pubblicità non fa mai male!). “Lo scopo”, si legge in una nota, “è avvicinare il mondo della banca ad un target giovane, ai primi passi nel mondo del lavoro, a cui si presentano le prime esigenze di gestione delle proprie finanze, sensibile ad una comunicazione fresca, moderna e vivace, che adotta il linguaggio dei social network”. Per adesso, in pochi giorni, i fan sono già 79. Si attendono novità e inviti a sondaggi, concorsi e giochi.

mercoledì 24 giugno 2009

E' nata una Stella!

Quelli di Banca Sella sono molto bravi. Hanno fatto grandi sforzi per migliorare il loro web-banking, non solo nei servizi dispositivi e nella sicurezza, ma anche nella grafica e nell'interattività. Quindi il dialoghetto che riporto è solo un esempio di quanto sia difficile realizzare l'interazione tra uomo e macchina nell'era del web.

Da poco, con il nuovo e-banking, nell'area riservata dei conti Banca Sella c'è anche Stella, un'assistente virtuale. Un'idea non nuova nel web, ma innovativa nel mondo delle banche virtuali. Ecco l'ultima conversazione avuta con Stella.

STELLA: Ciao, sono Stella. E' un piacere per me dialogare con te. Il mio compito è quello di fornirti assistenza nella navigazione del nostro nuovo Internet Banking. Anche se sono giovane e sto imparando, posso già provare ad aiutarti?

CLIENTE: Error 404 --NOT FOUND che significa????

STELLA: Vuoi provare a riformulare la tua domanda cambiando le parole?

CLIENTE: Che cosa significa: ERROR 404 che si legge nella mia area personale?

STELLA: Non tratto questo argomento, mi dispiace. Mi occupo di fornirti assistenza nella navigazione di questo sito e di darti supporto sui nostri prodotti e i servizi. Posso ancora aiutarti.


CLIENTE: Appunto mi serve capire che significa questo errore?

STELLA: Cosa posso fare allora per esserti utile?

CLIENTE: Chiedi a qualcuno magari...Ho cliccato su fondi ed è uscito questo errore.

STELLA: Non sono in cerca di compagnia. Mi occupo di fornirti assistenza nella navigazione di questo sito e di darti supporto sui prodotti e i servizi presenti. Posso ancora aiutarti?


CLIENTE: Per favore cerca di capire: sto chiedendo come mai la pagina web dà un errore in lingue inglese...

STELLA: Io vivo a Biella.

CLIENTE: Buon per te, ma a me interessa sapere come mai il sito della banca dà un errore che non capisco....

STELLA: Il Gruppo Banca Sella vanta una storia ormai più che centenaria, percorsa dal filo conduttore dei principi e valori ispirati direttamente dai suoi fondatori, nella pagina che ti sto aprendo potrai approfondire i dettagli della società Banca Sella.
Stella, è carina e sbatte gli occhi. E' stata pensata per il nuovo servizio e-banking della banca virtuale del gruppo Sella per fornire aiuto e facilitare l'accesso ai servizi. La puoi disattivare con un clic e visto l'aiuto che mi ha dato ho fatto così. D'altra parte un comunicato avverte che si tratta solo di "un software con cui è possibile dialogare, scambiare domande e richiedere assistenza mentre si utilizza il proprio internet banking." Che cosa vuoi pretendere da un software? In effetti, l'idea è buona tanto che non è affatto una novità. Non è l'unico aiuto virtuale attivato dalle banche o da portali vari sia in Italia che all'estero. L'assistente che mi piace di più è quella del portale francese di Crédit Agricole. Appare appena si apre la pagina credit-agricole.fr, è una giovane donna slanciata e carina, a figura intera e si può spostare qua e là nella pagina con il mouse. Un baloon tipo fumetto serve a dare le risposte senza audio, risposte attive: cioè ciascuna ha un link che rimanda a una pagina del portale stesso o di portale collegati. Eh sì. Perché oggi navigare nei portali bancari non è impresa facile. Le banche ne hanno sviluppati diversi e spesso pezzi di informazione vecchi si mischiano con altri nuovi. Non sempre in modo coordinato. Se poi aggiungiamo i portali web 2.0, con forum, community, chat, podcast e compagnia bella allora l'impresa diventa titanica e uno si perde. In Italia, prima banca a introdurre l'esperto virtuale è stata Webank.it che ancora oggi ha Paolo. In questo caso la conversazione è stata la seguente:

Tu scrivi: c è un errore 404 nella pagina

Paolo risponde: Se riscontri un messaggio di errore contatta il nostro HelpCenter al numero verde o segnalalo ad un nostro operatore tramite la funzione 'Manda una e-mail' nella sezione Strumenti ed Aiuto.Un po' meglio della collega Stella. Paolo è simpatico, anche se si vede solo il volto, perché se ti dimentichi di lui chiude gli occhi: dorme, pensa, riposa? Attende. Appena si clicca su di lui, ritorna in vita e ti fa compagnia.

Poi c'è Chiara, l'assistente virtuale di BancoPostaClick, il conto online di Poste Italiane. Tra gli assistenti virtuali è graficamente la più riuscita, parla, anche se con un inflessione da androide, e serve anche a illustrare la demo dei servizi.

Tornando alla povera Stella, disponibile 24 ore su 24, direi di laciarle del tempo: dovrà assolvere alle funzioni di un normale assistente bancario in "carne e ossa". Ovvero dovrà rispondere a richieste di informazioni sui movimenti del conto o dare assistenza su un pagamento o altre operazioni. Dovrà imparare facendo, come una persona reale. Auguri!

giovedì 18 giugno 2009

Al conto piace il concorso

Quante volte utlizzi il tuo conto corrente? Ancora troppo poco, si direbbe oggi ascoltando i responsabili dei conti online. Se il trading langue, se si compera poco o niente, se si cerca di risparmiare anche sulle ricariche del telefonino, grazie anche alle offerte a pacchetto con abbonamento mensile, allora il conto rimane un deposito da ricordare solo quando arriva il saldo settimanale con un sms. Ma le banche guadagnano con le transizione, il denaro va movimentato. E allora ecco alcune idee di marketing.

Webank.it continua la sua promozione-concorso "Webank Youking" dove ci sono ricchi premi in palio - tra cui anche un iPhone - per chi effettua anche una sola ricarica. IWBank, a ruota, da marzo, ha in promozione "Operazione vincente" dove in palio c'è una estrazione al giorno per una IWBonus Card, cioè una carta Visa con un prepagato di 1000 euro.

Ed ecco che Webank.it rilancia con un'altra idea, sempre nell'ambito delle celebrazioni dei suoi primi 10 anni. Quella di portare anche creatori di video amatoriali a conoscere la banca. Il concorso si chiama "I tuoi 10 anni fa", si trova sul sito www.talkwebank.it/concorso e per partecipare bisogna solamente essere utenti TalkWebank, non è necessario essere clienti. Bisogna ovviamente creare un bel video e caricarlo a mo' di Youtube sul sito della banca. I premi in palio sono anche qui un iPhone o un iPod, e il primo premio è un viaggio a New York per due persone.

Da ultimo segnalo l'iniziativa Veneto Banca per il suo Contodoppiozero. "Chi richiederà l’apertura di un nuovo “Contodoppiozero” che ha anche un nuovo sito www.contodoppiozero.it e si recherà nelle filiali di Veneto Banca, Banca Popolare di Intra e Banca Meridiana riceverà un auricolare Bluetooth Universale e parteciperà all’estrazione di 7 navigatori satellitari Tom Tom.", si legge nel sito. Il concorso è stato pubblicizzato utilizzando Sms mirati in collaborazione con Zero9. Un'idea low-cost ed efficace che indica un nuovo modo di fare comunicazione.

Ma il problema è: cosa ne pensa la gente bombardata da sms pubblicitari mentre si cammina per strada, si è impegnati nel lavoro o, come è accaduto recentemente anche a me, si sta cercando di scalare faticosamente una montagna?

domenica 24 maggio 2009

Sella attiva un concorso su Facebook

Il consiglio a tutte le banche online: fate come Sella. Aprite subito una pagina su Facebook, prima che qualcun altro lo faccia. E magari diventi la vostra "faccia" pubblica, quella, ovviamente, che non vi piace. Il phishing passa anche dalla più grande community oggi attiva in Italia (Leggi qui). Ecco cosa ha fatto Banca Sella: ha creato, immagino in poco meno di 5 minuti, una paginetta-etta con il suo "blasone" al posto della faccia e poi ha aggiunto la pubblicità del suo ultimo concorso: Mobile Banking Mania. Si tratta di postare foto fatte con il cellulare mentre lo si usa per fare riacariche, bonifici o semplicemente interrogando il proprio mobile conto.

Ho scelto la bella foto intitolata "stipendio in riva al lago", la più taggata fino ad oggi. Su Facebook si trova anche un gruppetto di "collaboratori di Banca Sella" di poche persone. Questo gruppo, invece, ne conta già 285. Bella idea che dimostra che se be usato anche Facebook può essere utile alle banche. Solo che mi sono iscritta e ancora oggi non hanno condiviso con me nessun messaggio. In attesa...

lunedì 18 maggio 2009

Voce Arancio. Il denaro e le altre cose in un nuovo magazine online


Oltre il denaro quali altre cose potrebbe trattare un portale di news edito da una banca internazionale come Ing Direct? Al suo secondo numero, uscito il 13 maggio, finalmente l'ho capito anch'io al di là dei comunicati stampa e da brevissime note informative. Voce Arancio al sito http://vocearancio.ingdirect.it/ vuole fare cultura, ma soprattutto catturare il vasto pubblico di curiosi a caccia di informazioni utili, ma anche semplicemente interessanti. Le news sono infatti il settore più apprezzato e seguito dal pubblico di cyber-nauti. Mentre il primo numero aveva Marchionne in copertina, l'attuale ha una torta nuziale spezzata in due dedicata al tema scottante del divorzio. E lo fa in modo molto divulgativo. Mentre il Magazine Arancio, su carta e distribuito in quasi 1 milione di copie, accoglie firme importanti (il secondo numero, nel 2005, aveva ospitato Ferruccio de Bortoli), il magazine online è adatto a una lettura veloce, quasi in pillole.

Ha spiegato Sergio Rossi, Direttore Marketing e Comunicazione di Ing Direct Italia: "Voce Arancio nasce con l'intento di diffondere maggiormente l'informazione sul risparmio. Crediamo infatti che un valido aiuto per risparmiare sia avere informazioni corrette e aggiornate che permettano di poter fare scelte più consapevoli. L'obiettivo non è quello di replicare le testate economiche già esistenti ma creare uno strumento di informazione online, che consenta ai risparmiatori di avere maggiore conoscenza sull'origine e sul destino dei propri soldi". Destino amaro se si parla di divorzio, ma destino luminoso se si affronta il tema del futuro del libro (sarà l'e-book?) oppure del futuro della carta. Anche se io fino ad oggi informazioni sul risparmio non ne ho trovate.

Completano questa novità editoriale, una rassegna stampa "La voce degli altri" che parla di giornali, ma anche di libri e un'agenda con date da appuntarsi come aste d'arte. Un indice di nomi comuni e propri, in stile wiki, serve un po' come riempitivo, ma comunque utile.Da seguire con attenzione.

giovedì 16 aprile 2009

Phil. Ecco il pesciolino anti-phishing


Sono stata presa all’amo 4 volte, mi sono scontrata con uno squalo e ho perso una delle mie 3 vite. Poi è finito il tempo. Game over. E io che pensavo di essere brava a navigare nel vasto mare di internet. O quantomeno pensavo proprio di sapermela cavare. Ma mi bagliavo. Me l’ha dimostrato Phil, il pesciolino virtuale che nuota negli abissi del web e che tenta di sopravvivere alle mille insidie nascoste in fondo al mare, cercando di riconoscere le esce “buone” da quelle “cattive”. Cioè i siti veri da quelli contraffatti o clonati, che nascondono insidie per l’ignaro navigante-pesciolino che, accedendovi, rischia di venire truffato, di perdere i propri soldi o, peggio, di vedere svuotato il proprio conto corrente.

Perché Phil è un pesciolino anti-phishing, che insegna, divertendo, il modo migliore per riconoscere, già dopo una prima occhiata, quali indirizzi Url sono presumibilmente fasulli e quali invece possono essere considerati sicuri. In questo modo l’utente che naviga la rete sarà in grado di imparare alcune semplici regole che lo mettano in guardia da eventuali siti-clone, imparando a riconoscerli ancor prima di accedervi. Per eliminare, o comunque ridurre, l’annoso problema delle truffe virtuali. Così nel giochino anti-phishing, si impara distinguere tra “esche commestibili” e non, si imparano a leggere gli indirizzi Url, e a non cadere vittima degli imbrogli online, sempre in agguato. E come se non bastasse, oltre alla dimostrazione pratica c’è anche la spiegazioone concreta, che corregge errori, chiarisce correzioni, evidenzia sbagli.

Il concetto è imparare giocando. E in Italia questo simpatico strumento prodotto da Wombat Securiti Technologies, è stato introdotto in esclusiva solo da Banca Popolare di Sondrio, per i propri clienti, ma anche per i dipendenti. In pratica le regole da seguire per riuscire a vincere sono tre. Innanzitutto bisogna sempre diffidare di siti che, dopo il solito http://, hanno una serie di numeri, prima del nome dell’istituto di credito. In questi casi, infatti, anche se il nome della banca è corretto, è presumibile che si tratti di un sito-clone. In secondo luogo bisogna sempre controllare l’indirizzo che compare nella stringa prima del primo slash. Perché questo è quello che caratterizza il dominio di proprietà. Tutto ciò che segue il primo slash, anche se il nome è identico a quello della banca nella quale si ha intenzione di accedere, è fasullo.
Infine, bisogna diffidare di nomi simili ma non identici: www.popsobanca.it è diverso da www.popso.it.

mercoledì 1 aprile 2009

Se 10 anni sembran tanti

Non c'è solo Webank.it a compiere 10 anni quest'anno. Anche Fineco e IWBank sono nate nel 1999. Ma il team Weservice-BPM è quello che sta utilizzando al meglio questo anniversario: prima con un concorso "Webank You King" per invogliare il cliente a usare il conto, a movimentarlo, a non scambiarlo per un conto di deposito e stop. Fra poco, aprirà anche il nuovo sito, più "friendly" e soprattutto orientato al mobile banking con iPhone e cellulari di terza generazione. «Il nostro servizio consente un'esperienza utente del tutto nuova nel campo del mobile banking in Italia. Proporre un'applicazione da installare sui telefoni dei nostri clienti ci consente un livello di interazione che sarebbe stato impensabile con una soluzione basata su M-Site», ci tiene a dire e ripetere Frederic Defechereux, direttore responsabile dell'offerta Webank. M-Site, ad esempio è l'applicazione di Creval e Popso di cui tratto nel post precedente, per controllare il conto da cellulare anche non particolarmente tecnologico.

E' chiaro che Webank cerca di segmentare la clientela portandola verso quell'ambito gruppo di giovani affluent, quelli che nella prima analisi sociologica effettuata da Of (vedi VII Rapporto Conti Correnti e di Deposito online) indichiamo come sgamati e nello stesso entusiasti. In più il nuovo sito darà molto spazio all'esperto virtuale e alle diverse attività web 2.0, chat, blog, podcast eccetera eccetera. Nella presentazione del nuovo sito, si evidenzia che "solo" 10 anni fa c'erano sms di soli 120 caratteri e c'era il modem, lentissimo, e, aggiungerei, costosissimo. Se nei prossimi 10 anni i costi di connessione dei cellulari crolleranno com'è avvenuto per le linee fisse, e forse anche di più, è certo che la rivoluzione è dietro l'angolo anche per la banca.Se le Poste Italiane hanno realizzato poste Mobile, con SIM propria, cioè con un vero e nuovo gestore di telefonia mobile, chi non dice che ci riescano anche altre banche?

martedì 31 marzo 2009

Pagare con un SMS piace sempre di più (e costa poco)

Nel mondo è una cifra da capogiro: sarebbero oltre venti milioni le persone che usano il cellulare, anche quello meno tecnologico, per i servizi bancari online e c'è chi azzarda una previsione ancora più incredibile. Un miliardo di banca-nauti sul cellulare entro il 2014 con ricavi vicini ai 700 milioni di dollari per le compoagnie telefoniche e le banche.

Controllare il saldo e i movimenti del conto online, effettuare ricariche del cellulare e della carta prepagata con un SMS, effttuare bonifici, ma pagare anche bollette e bollettini postali, sembra ormai essere diventata una commodity dell'e-banking: sono ormai numerose le banche italiane che offrono servizi m-banking completi, raggiungibili da qualsiasi cellulare di seconda o terza generazione. Ovviamente c'è una bella differenza tra chi offre piattaforme all'avanguardia come quelle proposte dalle banche online "pure" (leggi qui) e i servizi m-site, siti mobili semplici e gratuiti accessibile anche da cellulari non proprio tecnologici. Ma si tratta pur sempre di ottimi servizi alla portata di tutti, anche fasce di persone più mature over60: ormai chiunque oggi ha un cellulare.


Da poco, anche la Banca Popolare di Sondrio ha aperto il servizio SCRIGNOmobile (SCRIGNO è il brand dell'e-banking), un servizio semplice e gratuito, un m-site (mobile site) che è facilmente navigabile anche da un telefonino non necessariamente supertecnologico: si tratta, infatti, di un sito internet più snello, dai tempi di carica più veloci, ma anche dalla grafica e dal layout completamente ridisegnati e pensati appositamente per gli schermi dei telefonini tradizionali. Il servizio può essere utilizzato tramite browser (in modalità m-site) e tramite sms. Basta avere un conto SCRIGNO Internet Banking e con gli stessi codici si accede anche dal cellulare. Non si possono però ancora effettuare bonifici o pagamenti di bollette. Ciò che invece è possibile da tempo presso le banche del Gruppo Creval: il servizio si chiama Banc@perta mobile e oltre ai servizi informativi, come il saldo e i movimenti, le ricariche via sms di cellulare e prepagata, offre anche la possibilità di fare bonifici. Ha una demo ben fatta e servizi informativi completi e veloci anche per l'area titoli.


Tra tutti i servizi mobile, però, quello più completo è quello di Poste Mobile, che è un vero e proprio nuovo gestore telefonico con SIM specifica, e quindi con maggiori garanzie di sicurezza, ma soprattutto con la possibilità di pagare i bollettini postali da cellulare, oltre agli servizi standard (ricariche e informazioni saldo e movimenti).

La nuova frontiera della banca mobile sarà quasi sicuramente la fruizione da cellulare di servizi di pagamento verso la Pubblica amministrazione, in particolare i servizi di Reti Amiche, quei servizi che sono oggi disponibili presso i 14 mila uffici postali e i migliaia di tabaccai sparsi per la Penisola, come i pagamenti INPS, la riscossione della tassa automobilistica, del canone RAI oltre alle multe alle bollette e ai tributi locali.

Reti Amiche sarà, infatti, una vera rivoluzione nell'e-banking e renderà sempre più interessante quei servizi semplici e rapidi da cellulare.

venerdì 27 marzo 2009

91% o 93%. Ma sarà vero?

Dare un voto a una banca non è per nulla facile. Lo si può dare a un prodotto, forse, a un servizio e poi? Come è possibile definire se una banca è la prima o la seconda nel suo settore se non in base a dati inconfutabili come quelli risultanti dai bilanci? Of-Osservatorio finanziario prova a farlo, e ci riesce, dal 2001, ma attenzione: la "migliore banca online", IWBank nel 2008, nasce da un confronto quantitativo sugli elementi di base, elementi informativi, dispositivi e della sicurezza oltre che sulla convenienza dei conti correnti fai-da-te.
Ci sono banche, però, che provano strade diverse, partendo da analisi di altro tipo. Uno strumento utilizzato oggi già da due banche, il che significa che forse è una buona idea in termini di marketing, o meglio di "Net Semiology" (poi vi spiego cos'è), è quello di dare la parola ai clienti. 91% di quelli Fineco Bank si sono detti "soddisfatti" della loro banca, mentre la quota di quelli Credem è addirittura del 93%. Fineco ha fatto uso di quest' informazione per la campagna affissioni, web e radio che è partita un anno fa e dura ancora oggi (nell'immagine qui sotto il tabellone in Corso Buenos Aires a Milano).










Credem la usa, invece, dal suo sito e dai manifesti affissi nelle filiali, per riportare i clienti a parlare con il direttore o il funzionare di banca (vedi immagine qui sopra).
Queste idee centrano il bersaglio? Qualcuno si è chiesto dai diversi gruppi e anche a questo blog se quel rimanente 9 e 7 per cento di clienti "non soddisfatti" non sia da ritenere almeno preoccupante. Certo è che il confronto con la casseola milanese e con l'aperitivo sono sicuramente belle idee pubblicitarie (onore ai giovani della WLF, agenzia pubblictaria con un suo blog http://wlfpubblicita.blogspot.com/), e anche il peperoncino che campeggia sulla home page di Credem è sicuramente attrattivo. E allora cosa conta davvero?

Quello che conta è il passaparola e il dibattito in Rete. La "provocazione" Fineco rimanda a una campagna buzz, Fineco Connect, ancora onair per pochi giorni al sito http://www.fineco.it/connect/, che premia chi porta un amico ad aprire un conto corrente. Quindi ben vengano anche le perplessità e i post scettici: quel che conta è che se ne parli e che si crei interesse. Tra l'altro questa campagna non può prescindere dai web-evangelizzatori che per un anno si sono scatenati con blog, siti e quant'altro cercando amici in rete per promuovere questa forma di viral-marketing, nemmeno più tanto di nuovo tipo. L'hanno usata Ing Direct già nel 2003 in USA e Zurich dal 2007.

Mi farebbe piacere se, a fine campagna, Fineco facesse sapere con bei tabelloni quanti nuovi conti sono stati aperti e soprattutto se il tasso di clienti soddisfatti è cresciuto, almeno di un pochino.



S'intende per "Net Semiology" la disciplina che studia i codici comunicativi più adatti a Internet. Per farlo, attinge non solo dalle teorie di illustri semiologi, ma riflette anche sulle indicazioni di altre discipline, come il Web Design e la cosiddetta Usability. Obiettivo della materia è quello di indicare i segni di comunicazione più idonei, dal punto di vista testuale, di navigabilità, grafico, sonoro, di animazione e sistemico per realizzare un sito web ben organizzato, di agevole navigabilità, dai contenuti chiari e comprensibili e soprattutto si propone di evitare che il messaggio che l'Emittente vuole veicolare venga frainteso dal Navigante.

martedì 24 marzo 2009

I primi dieci anni delle nuove banche


1999-2009, 10 anni. Una data importante per numerose realtà bancarie e non solo online. C'è We@bank, che la festeggia con un concorso (Webank You King - leggi qui), c'è IWBank, che lo vive in una delicata fase di passaggio - dopo la decisione dello scioglimento dei patti parasociali con UBI Banca che ha deciso di integrarla con TWICE SIM - e c'è Banca Etica, che festeggia l'evento sabato 28 marzo con un convegno a Milano e il prossimo 1 aprile con una lezione presso l'Università La Sapienza, a Roma. Bella la pre-page che annuncia il compleanno della Banca che "finanzia chi vuole costruire un mondo migliore", interessante l'editoriale di Sabina Siniscalchi della Fondazione Culturale Responsabilità Etica, che ricorda l'appuntamento G20 del prossimo 2 aprile a Londra, quando dovranno essere prese numerose decisioni vitali per ridare rilancio all'economia mondiale.

Apprendo così che "Banca Etica, attraverso la sua Fondazione Culturale, ha preso parte alla consultazione della società civile, focalizzando il proprio contributo sulla regolamentazione della finanza. Secondo quanto afferma la Commissione, il confronto su questo aspetto ha lo scopo di “capire come riportare la finanza alla sua funzione originaria per sostenere l’economia reale e gestire in rischi in modo più equo; come modificare i sistemi e le strutture di regolazione verso meno speculazione e maggiore stabilità, come sostenere con la finanza gli obiettivi dell’occupazione dignitosa e dell’economia verde”.
 Ottimo.


Peccato che il sito non presti ancora una particolare attenzione alla usabilità: scritto in corpo minuscolo, con menu coloratissimi, ad effetto arlecchino, oltre alle e-mail in chiaro, facili prede di spam o peggio sono ingenuità che una banca non dovrebbe permettersi. Per fortuna la trasparenza è salva, con fogli informativi aggiornati e completi. Servizio Home Banking a cura di INBank, sotto osservazione.

giovedì 12 marzo 2009

Quando si fa buon uso della "banca delle idee"

Era una bella idea del vecchio e buon home banking di Banca Intesa che moltissimi rimpiangono: la possibilità, cioè, di dare un nome al conto corrente. Invece che un numero di solito lunghissimo e ricco di zeri, ecco il "conto Francesco" e il "conto mamma", una personalizzazione che rende la gestione online più semplice e anche più simpatica. Dato che Intesa Sanpaolo oggi ha un home banking che non permette più questo e nemmeno, purtroppo, tante altre utili cose avendo optato per il servizio ex SanPaolo, il più scarno e anche il più "informatico", io direi anche il più "triste" dei due, ecco che a pensare alla personalizzazione dell'home banking c'è oggi Banca Sella.

I responsabili di Sella.it e websella.it, che hanno un identico home banking, hanno appena presentato le novità per bocca del loro amministratore delegato Pietro Sella. Una di queste l'abbiamo data anche noi in anteprima ed è la chat per chiedere rapidamente aiuto o consigli o informazioni. Ma adesso c'è anche il "cruscotto", in pratica un menu personalizzabile dove è possibile rinominare non solo i conti correnti gestiti, ma anche le carte di credito, debito e prepagate. In questo modo il percorso di ricerca è molto veloce e semplice. Su richiesta della community del gruppo, dove è anche possibile dare suggerimenti o fare commenti sui prodotti, è stata rifatta la grafica, troppo scarna e "informatica" distinguendo in modo chiaro le aree destinate all’operatività, all’assistenza e alle informazioni sul proprio profilo, mentre alle funzioni dispositive e informative di può accedere rapidamente dal menu posto sulla sinistra del proprio schermo. A breve una promessa: un assistente virtuale ventiquattro ore su ventiquattro. Ecco un bell'esempio di Home Banking 2.0.

NB. Quando scrivo "informatico" in questo contesto intendo un approccio di comunicazione visiva di vecchio tipo, come sono soliti fare gli informatici che oggi è non solo vecchio, ma anche controproducente.

venerdì 27 febbraio 2009

Ufg Banca. Come cambia una banca sul web

La Unipol Banca nel passato è stata un po' zoppicante sul fronte Internet: ha scontato numerosi problemi tecnici, malfunzionamenti, trascuratezza. Per poi buttarsi negli ultimi due anni a capofitto nel web con prodotti dai nomi "community oriented" tipo: Conto C6? (con tanto di punto di domanda!), Evvai, 2diCuore e roba simile. Entusiamo da neofiti, oserei dire. Ma ben venga ugualmente. Segno che il web piace anche a chi non ci aveva mai creduto.

Ufg Banca, nuovo nome della banca che fa capo al Gruppo di Bologna, fa un passo avanti: è un sito più curato, più pensato, non usa più i fastidiosi e pericolosi frame del precedente e anche l'home banking è immediatamente percepibile come un servizio importante con accesso dalla home page e con un bottone ben visibile sul menu principale in alto a destra. Non importa se poi si cambia casacca e l'home banking si chiama in un altro modo ovvero https://www.csebanking.it. Il cliente non se ne accorge a meno che non sbagli percorso. La sicurezza è migliorata, anche se non al top (ad esempio non si scollega dopo 3 o 5 inserimenti errati della password, manca il controllo). Il servizio è in fase di analisi approfondita.

Al di là dei nomi e della grafica, com'è cambiata la banca del gruppo di Bologna che oggi ha cambiato nome in Unipol Gruppo Finanziario "per ampliare e meglio qualificare l'offerta di servizi e consulenza proposta ai nostri clienti dalle reti distributive di Aurora e Unipol" Come ha commentato Carlo Salvatori, amministratore delegato di Ugf? Molto poco: al posto di fogli informativi per la trasparenza mette i PDF di depliant e brochurette promozionali esattamente le stesse che si trovano in filiale e alla filiale è indispensabile andare per sapere qualsiasi cosa. I fogli informativi in effetti ci sono, ma per trovarli si fa una grande fatica: si clicca sulla parola "trasparenza" in corpo 8 in basso sulla pagina e si entra in un motore di ricerca molto scarno, che rimanda a documenti in PDF anche qui in corpo piccolissimo (ridotti al 33%). Per fortuna, come sempre, il call center è gentile ed efficiente, anche se l'operatrice ripete almeno 4 volte in pochi minuti: per favore, vada in filiale.


(www.ugfbanca.it) è in fase di analisi da parte del team di Of.

giovedì 5 febbraio 2009

Il conto in uno squillo

Il cellulare e la banca. Non solo quella online, ma anche e soprattutto quella online. Tralasciando per il momento iPhone - lo hanno "adottato" tutte le principali banche dirette a partire da Sella.it fino a CheBanca! - vorrei parlarvi oggi di un'altra tecnologia: quella che consente di rendere sicura una transazione - pagamento, bonifico, ricarica - con un trillo. Si chiama Securecall, la tecnologia, è di Telecom Italia e la prima - e unica - banca ad averla adottata è per adesso Cariparma del Gruppo francese Crédit Agricole. E poi vorrei parlarvi anche di SimplySMS-Balance che è un software che mette in comunicazione diretta un computer con cellulare di qualsiasi tipo: basta anche qui un trillo e si riceve via Sms il saldo del conto corrente. Vediamo come.

Il cliente Cariparma effettua un bonifico collegandosi al suo servizio home banking via web: invece di inserire una serie di numeri casuali pescati da una card consegnata dalla banca al momento della stipula del contratto oppure una password numerica creata da un aggeggino che si chiama token in termine tecnico o con nomi di fantasia ideati dal marketing della banca, tipo UniCredit Pass oppure @pritisella.it - necessaria dal prossimo 28 febbraio per tutti i clienti anche del conto websella.it - o ancora GeCo, cioè generatore di codici di altre banche tra cui Popolare di Vicenza, Popolare Pugliese e Banca delle Marche, basta chiamare un numero verde che compare a schermo e si riceve via sms un codice dispositivo, cioè una password usa-e-getta.

Il Cliente invece di ben 20 Banche di Credito Cooperativo che usano la piattaforma di home banking che si chiama SimplyBank (anche OF ne analizza una vedi il HomeBanking@Confronto) che desidera conoscere il saldo del suo conto mentre è in viaggio usando il suo cellualre, non deve far altro che chiamare un numero e mettere giù, basta un trillo. Il sistema rileva la chiamata che parte da un numero autorizzato collegato a un numero di conto o a più conti e invia un messaggino con i dati richiesti.

A noi di Of queste novità piacciono molto e saranno oggetto di esame per dare un nuovo punteggio a servizi che privilegiano la mobilità effettiva di un servizio e-banking.

martedì 3 febbraio 2009

Banca 2.0

Adriana Piazza è una manager brillante e d'esperienza. Da otto anni cura il marketing e l'acquisizione nuovi clienti di We@bank. Lavorava sempre ed alacremente dietro le quinte, l'ho conosciuta bene durante il primo corso online sull'accessibilità dei siti bancari con la webcommunity Aiutoooo.com, ma da qualche tempo la si può ascoltare online sul sito webank.it, un file mp3 scaricabile dove spiega i vantaggi del conto@me, il conto a zero spese che offre oggi ai nuovi clienti fino al 30 giugno il 5% lordo di remunerazione sulla giacenza. Un bell'esempio di banca 2.0 questo piccolo exploit di Adriana, dove l'esperto è in carne ed ossa, non virtuale nè digitale.

D'altra parte questa che è ormai una banca online autonoma dal gruppo BPM - è proprio di oggi la notizia dell'acquisizione di Intesa Trade, l’area di eBanking di Intesa 35 mila clienti per 1,2 milioni di masse amministrate - punta sul Web 2.0 per allargare la base clienti e soprattutto per invogliarli e fare di più, più bonifici, più investimenti, più tutto, compreso prestiti e mutui che si possono chiedere dentro l'home banking (leggi). Anche per evitare che il conto corrente diventi solo un conto di deposito, visto la remunerazione interessante, con il denaro fermo per sempre (le banche guadagnano sulle transazioni).

We@bank è così diventata community a tutti gli effetti, "con personale interno", mi è stato precisato con orgoglio: Webank 2.0 apre verso Talkwebank , la community per ricevere risposte alle domande sul conto, sui prodotti della banca, sulla sicurezza e così via; e verso InSoldoni che è il Blog, per discutere un po' di tutto ciò che è il vastissimo mondo del denaro in rete: sicurezza, tassi, trading, immobilaire, carte di pagamento, credito al consumo e risparmio. Ma la banca online nata dieci anni fa può vantare anche una WebTV - WebankTV- e una WebRadio con podcast. Che altro? Una WISH LIST, dove prendere nota dei prodotti che interessano di più aggiungendo consigli e suggerimenti e ottenendo in cambio preventivi su misura.

In effetti Webank.it, pur non raggiungendo la vetta nella classifica di migliore banca online di OF-Osservatorio finanziario, a fine 08 (vedi qui), mantiene da anni la prima posizione come "Banca più completa", cioé la banca online con il maggior numero di attività dispositive. Con una cura del dettaglio, che io considero tutta femminile.

Webank ha fatto anche passi avanti nella sicurezza introducendo la password usa e getta via sms ma solo per alcuni passaggi come il cambio password e informazioni personali. Fino ad oggi non ha pensato ancora a un token e nemmeno alla smart card come invece hanno già fatto Raffeisen Italia e BancoPosta o come sta facendo IWBank con la nuova Visa-card con tastierina alfanumerica e visore a otto cifre. Unico neo ancora irrisolto è quello dei blocchi del servizio: a volte non funziona, altre volte la pagina si blocca inspiegabilmente e costringe a chiudere il browser. Consiglio a chi capita di rientrare successivamente nel conto online e di chiudere la sessione, per motivi di sicurezza.

lunedì 2 febbraio 2009

Passa-parola virtuoso

Continua fino a fine febbraio la promozione Fineco Connect basata sul passa-parola. In pratica è necessario essere correntisti e portare almeno un amico o un'amica ad aprire un conto corrente con quella che è la banca diretta numero 1 (secondo i clienti) e che per OF è comunque tra le prime 20 banche sul web (oggi è in 11esima posizione, ma ci sono novità come la webchat in home page funzionale che aumenteranno il rank nella prossima rilevazione di fine febbraio).

Oppure se si è nuovi clienti, si ottiene un conto corrente a zero spese (da notare però che le banche online sono tutte oggi a zero spese, anche BancoPosta Click di Poste Italiane). E poi ci sono premi del valore stimato di 80 euro circa. Ma il passa-parola funziona davvero?

Il web-marketing utilizza da sempre questo metodo: negli USA ING Direct deve in larga parte il suo successo proprio a questo sistema. In Italia, lo hanno usato un po' tutte le banche online a partire da Sella.it fino a We@bank. I punti omaggio per poi ottenere premi è un punto di forza di molte altre banche comprsa Banca Mediolanum, che oggi preferisce premiare i clienti che lasciano più denaro sul conto o investito con tassi di remunerazione più vantaggiosi. E qui sta il problema per FinecoBank: la remunerazione del suo conto corrente è bassa: 1,75% lordo oltre i 2000 euro. Vuol dire che se si depositano 50 mila euro si ottengono, al netto, 640 euro l'anno. Poco, pochissimo. D'altra parte non è facile ottenere di più in tempi di tassi in calo (leggi).

Inoltre il conto di Fineco costa al mese quasi 6 euro (5,95 euro) e sono un po' troppi. E' vero che se si accredita lo stipendio, se si spendono con carta di credito o bancomat da 300 euro in su, se si tengono in media sul conto almeno 10000 euro, se si ha ancora il coraggio di investire qualcosa in fondi (almeno 4000 euro) e se, infine, s' investe ogni mese in borsa almeno altri 400 euro il conto diventa gratuito: un po' troppi se.

Ecco allora che la promozione può davvero funzionare soprattutto, perché il conto Fineco ha il vantaggio del consulente, di una piattaforma consolidata e facile da usare, un prestito (Extra Cash) a un tasso annuale abbastanza contenuto (9,95%) e veloce da ottenere (attenzione, solo se si si è correntisti e con accredito stipendio da almeno tre anni), i mutui del Gruppo UniCredit, carta di credito, anche revolving, e bancomat insieme gratuita con possibilità di versare cash al bancomat, e soprattutto un servizio mobile-banking consolidato e facile da usare, con l'aggiunta di ottenere, anche qui, punti (30) per ogni eseguito fatto al cellulare.

In altre parole, Fineco sta utilizzando al meglio il web per raggiungere una quota di clienti più elevata che la faccia diventare anche un numero uno per numero di conti. Ma la battaglia è davvero durissima oggi (leggi) e lo sarà ancora per tutto il mese di febbraio. Senza dimenticare che Fineco si trova a combattere anche in casa contro Unicredit Banca che ha lanciato una campagna, anch'essa, come numero uno nell'online banking.

venerdì 30 gennaio 2009

Google e le banche

Google e le banche online. La collaborazione è iniziata, se pur lentamente. Tre anni fa, nel 2006, fu la volta di IWBank con il motore di ricerca di tutto il sito - Google Search Appliance - e la home page "google like". Poi l’anno successivo venne il turno di UniCredit Banca e di Banca per la Casa con il motore di ricerca e le mappe di Google (oggi UniCredit utilizza le mappe di TuttoCittà come fa anche Intesa Sanpaolo). E a scegliere Google Maps è, da qualche settimana, ancheGruppo Carige, che ne fa bella mostra addirittura in home page (www.gruppocarige.it). Google Maps, sostituisce la tradizionale sezione “Dove siamo” trasformandola in uno strumento dinamico ed interattivo. Anche Barclays utilizza il sistema Google Maps, ma in modo più defilato.home page CARIGE

Come mai Carige dà così ampio rilievo alla tecnologia Google, piazzando un flash che rimanda alla sezione mappe direttamente in home page? Si può avanzare qualche ipotesi.
Probabilmente si tratta di una scelta dettata dalla recente politica “espansionistica” del gruppo, che proprio a dicembre ha annunciato l’acquisizione di nuovi sportelli appartenenti al Gruppo Unicredit, aprendo dunque 7 nuove filiali nel Lazio, 5 in Emilia e ben 26 in Sicilia. La tecnologia a supporto dell'informazione e della comunicazione.

Purtroppo però il sito di Banca Carige continua a mantenere numerosi ambiti di problematicità. Soprattutto perché, per trovare posto alla nuova applicazione by Google, molte informazioni e news sono state eliminate o spostate, complicando la complessiva chiarezza espositiva. Inoltre, gli accessi alle sotto-sezioni che compongono il sito internet sono stati compattati, sempre per ragioni di organizzazione dello spazio, all’interno di menù a tendina lunghissimi.

Risultato? Servono ben tre click per raggiungere ad esempio la sezione dedicata ai conti correnti, mentre la navigazione dell’intero sito risulta notevolmente più complicata e rallentata.

giovedì 8 gennaio 2009

La Live chat di Sella.it e Websella.it


Anche sella.it e websella.it - dopo le altre banche online IWBank, UniCredit Banca-Fineco, Webank.it (che però è ormai una banca multicanale) - hanno aperto la loro chat "live". Si tratta di un servizio attivo solo nell'area riservata all'utente - mentre IWBank ad esempio l'ha in copertina così come Fineco Bank - e serve a colloquiare via chat con un operatore del call center. L'ho provato e quello di Sella funziona bene, è veloce, semplice da usare (potete vedere nell'immagine) e soprattutto efficiente.

La chat live non è una tecnologia self-service, ma si tratta comunque di una delle tecnologie preferite dai clienti fai-da-te, che, secondo ABI, sarebbero oggi già oltre 12 milioni (leggi qui la news di Of). Le tecniche di supporto self service nell'e-banking sono le ricerche, le FAQs, i tutorial e le demo, i forum, le simulazioni per scegliere prodotti. La tecnologia è matura, provata, facile da installare e gestire, a buon mercato. Secondo il forum permanente di Of-Osservatorio finanziario le tecniche di interazione con la banca sul web oggi sono le seguenti: al primo posto piace una demo ben fatta, al secondo un simulatore che immediatamente faccia capire se un prodotto è conveniente rispetto a un altro della stessa banca o della concorrenza, al terzo posto, molto distanziato, c'è il forum. Le FAQ interessano meno e soprattutto non piacciono i decaloghi tipo "cosa fare o non fare" per stare al sicuro online: annoiano, stancano, stressano, stufano. Sono out.

Le tecniche self-service vincono, comunque, sulla Live Chat e anche sul telefono mentre non riescono ancora a battere la buona e vecchia email. Solo che la email non è sicura e chi, come fa ancora Webank.it, invia mail promozionali in chiaro agli utenti rischia di cadere vittima del crimeware e soprattutto di farne diventare vittime i clienti. Attacchi phishing ce n'è ogni giorno, in questi ad esempio c'è un attacco massiccio contro Veneto Banca (dove assicurano che è senza esito). Ben vengano quindi le iniziative delle banche come IWBank, ma anche Credem, Popolare di Sondrio, Poste Italiane, tanto per citarne alcune, che hanno investito per fornire un servizio di mail certificata. Ma di questo argomento tratterò in un prossimo Post.